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 Pane e camorra

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Libecciata
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MessaggioTitolo: Pane e camorra   Ven 18 Apr 2008, 19:52

Come ho appena sentito a unomattina pare sia il nuovo business della camorra. Oltre a controllare tutta Napoli e provincia... ma a questo punto anche la regione, ha scelto di investire o meglio di appropriarsi della panificazione.
Il nostro pane quotidiano sporcato dalla malavita: leggete qui:

Pane e camorra

Mille forni illegali senza igiene. Dove si brucia ogni genere di scarto nocivo per cuocere pagnotte. Vendute da banchi, negozi e market. Ecco l'ultimo affare dei boss napoletani

Il pane di camorra costa meno e viene spacciato per genuino: "Ha il sapore paesano". Il pane di camorra costa meno perché viene prodotto fuori da qualunque regola: senza igiene, senza controllo su acqua e farina. E soprattutto usando per cuocerlo ogni genere di scarto: ci sono anche vecchi infissi verniciati e cortecce di nocciole trattate con antiparassitari, che spargono nuvole tossiche sulle pagnotte. In un caso, per fortuna isolato, sono state bruciate persino delle bare dissotterrate. (e certo: il famoso pane cotto a legna! Shocked)

Il pane di camorra è un grande affare: in sei mesi, da quando i prezzi ufficiali sono saliti alle stelle, sono stati scoperti e ispezionati oltre 400 forni a Napoli e provincia. Più della metà è stata sequestrata, in tutti gli altri sono fioccate multe per irregolarità multiple: 80 le persone denunciate. "Ci muoviamo per la tutela del consumatore e dei lavoratori, quasi sempre sfruttati e in nero", spiega a 'L'espresso' il colonnello Gaetano Maruccia, comandante provinciale dei carabinieri di Napoli.

La capitale del pane nero è Afragola, 60 mila abitanti e un municipio già sciolto due volte per infiltrazione camorristica. Nonostante i forni clandestini siano tantissimi, nessuno li ha mai segnalati: né i vigili urbani, né gli ispettori della Asl. Nel cortile di un palazzo, in quella che tutti chiamano la 'Zona nuova', si sfornano filoni in un sottoscala fetido e ammuffito. È tutto abusivo, anche il titolare, un ex affiliato al clan Moccia che si è fatto vent'anni di carcere e oggi si è inventato panettiere. "Sempe meglio c'arrubbà", dice l'anziana suocera: meglio che rubare.

E mostra ai carabinieri la foto di un figlio assassinato dalla camorra. La cantina-panetteria è un tugurio: al centro il piano di marmo infarinato e una bilancia sotto cui spuntano volantini elettorali. Le mattere, le classiche tavole dove l'impasto lievita, sono accatastate una sull'altra lungo il perimetro delle pareti screpolate dall'umidità. In alcune c'è pane cotto, in altre lievito avariato. È tutto lì, tutto nello stesso locale buio: ci sono gli stracci appesi tra due fornaci, grezzi e cadenti, e perfino una radio appoggiata vicino agli sportellini di ferro arrugginiti. Sono ancora caldi quando, poco dopo le 9 del mattino, i carabinieri del comando provinciale e dei Nas sequestrano tutto. Poche case più in là un cartello annuncia: 'Prossima apertura panificio'. È un ex forno illegale che, dopo i controlli e le multe, ha deciso di mettersi in regola.

Queste pagnotte finiscono sui 'bancarielli', banchetti che ricordano quelli delle sigarette di contrabbando. Ma sempre più spesso il pane nero compare nei negozi e nei supermarket. "Tutto ciò che è business attira l'interesse della criminalità che trae profitti sia dalla fornitura di materie prime che dalla distribuzione del prodotto finito", spiega il colonnello Maruccia. I clan impongono o consigliano la loro merce, creando un mercato parallelo sottocosto che conviene anche ai commercianti: tutti ci guadagnano, tranne il consumatore che rischia di mettersi in tavola un misto di mollica e veleno. Ma il business comanda. L'assessore all'Agricoltura della Provincia, Francesco Borrelli, stima che i panifici non autorizzati siano più di mille: "Secondo i nostri calcoli generano un giro d'affari da mezzo miliardo di euro l'anno".

Da l'Espresso

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Ultima modifica di Libecciata il Ven 18 Apr 2008, 20:03, modificato 1 volta
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Momy
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MessaggioTitolo: Re: Pane e camorra   Ven 18 Apr 2008, 19:57

Senza parole.
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