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 Caldo africano..pericoli uragani in italia?

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Allison
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MessaggioTitolo: Caldo africano..pericoli uragani in italia?   Ven 27 Giu 2008, 22:34

Caldo africano, pericolo uragani in Italia
Nonostante le roventi temperature di queste estati, le temperature marine non hanno mai raggiunto livelli tali da sviluppare tempeste tropicali

Nel mare Mediterraneo si possono sviluppare uragani tropicali? In tempi di riscaldamento globale e di super caldo è questa la domanda che molti si pongono.

Non sono pochi, infatti, quelli che ritengono il bacino del Mediterraneo particolarmente soggetto ad eventi meteo estremamente violenti. Secondo queste supposizioni, l’aumento progressivo della temperatura terrestre, incrementerebbe anche una crescita della temperatura marina superficiale, con condizioni ideali per l’innesco di depressioni tropicali che potrebbero degenerare in cicloni (uragani).

Come si formano gli uragani
La genesi di queste depressioni avviene ai tropici, con una miccia esplosiva rappresentata da un sistema perturbato nascente a caratteristiche temporalesche, che, muovendosi su acque marine calde superiori ai 26°, genera sempre più dei moti ascendenti gradualmente più veloci, sotto la spinta costante e progressiva dei moti convettivi (verso l’alto). Il tipico processo termo-convettivo che alimenta la nascita delle celle temporalesche anche alle nostre latitudini.
Il moto ascendente dell’aria crea, per raffreddamento ed espansione, la condensazione del vapore acqueo e una quantità di energia ulteriore, rappresentata da quello latente di condensazione, che scaldando ancora di più l’aria, ne favorisce l’ascesa a quote ancora più alte e con velocità in aumento.

L’enorme mole di aria risucchiata verso l’alto crea un abbassamento della pressione con formazione dell’occhio ciclonico e il richiamo di masse d’aria dalle zone circostanti, per colmare il vuoto del centro della depressione. Avviene, in questo caso, la rotazione di tutto il sistema ciclonico lontano dall’equatore per la forza di Coriolis, acquisendo il tipico movimento rotatorio (antiorario sull’emisfero boreale) attorno al centro della depressione. Un’azione di progressiva rotazione su cui agiscono delle forze (gradiente e centrifuga) che finiscono per incrementare l’ascesa ulteriore sempre più violenta dell’aria verso l’alto. Da qui la degenerazione della depressione tropicale verso il più temuto e violento ciclone tropicale.

Nessun pericolo
Ma gli utenti possono tranquillizzarsi, poiché non esiste alcuna possibilità di nascita di uragani in area Mediterranea e questo perché non sussistono le condizioni ideali di base per l’innesco di queste temibili tempeste.
Le condizioni di partenza per il suo innesco sono le fasce tropicali dove sussistono temperature marine superiori ai 26° e presenti anche in profondità e non solamente superficiali, con elevato contenuto di umidità e scarsa circolazione atmosferica. Requisiti che nei nostri mari non sono presenti, rendendo fantascientifico la genesi di uragani.

L’unica ipotesi plausibile rimane la nascita di sistemi intensi depressionari, destinati a degenerare ed approfondirsi per un crescente contrasto termico, alimentato dalla presenza di diverse masse di aria a contatto, specie nel periodo autunnale. Terreno ideale per la genesi di linee di sviluppo frontali temporaleschi anche intensi, ma comunque sempre assai distanti, come violenza ed estensione, ai tanto temuti cicloni tropicali.

Pensate che nemmeno la più calda estate del secolo, quella del 2003, è riuscita ad innescare sul Mediterraneo una fenomenologia violenta. In quel periodo la superficie marina arrivò a toccare la temperatura record di 29°, ma con l’arrivo dell’autunno rapidamente rientrò su valori normali

Caldo e cambiamenti climatici
I mutamenti climatici sono sempre esistiti sul pianeta e l’ascesa termica degli anni ‘80 e ‘90 rimane una normale causa-effetto di variazione meteo legata alla persistenza di determinate configurazioni in quota (flusso di aria attivo fra 5 e 12 km di altitudine).
La riprova dell’importanza del jet stream (corrente a getto) è stata palese anche nella variabilità perturbata di questa primavera, che ha visto l’ingresso dell’estate, solo in concomitanza del solstizio, per la distensione sui paralleli dell’alta delle Azzorre.

Il caldo in aumento di questi ultimi giorni, decisamente sopra le medie, è una diretta una conseguenza del flusso in quota, per la presenza di calo barico (pressione) in area iberica, con richiamo afro mediterraneo verso l’Europa. Un caldo, comunque, destinato ad attenuarsi nel week end, per l’estensione nuovamente convinta dell’anticiclone delle Azzorre in area portoghese e rientro nella media stagionale delle temperature. Anzi, grazie a una debole calo della pressione, ci sarà la possibilità di avere dei temporali, specie nel pomeriggio, sui rilievi e nelle zone interne dello Stivale.

Roberto Madrigali
Esperto analista modelli fisico-matematici come di clima e microclima
Meteo previsore-editorialista su www.meteoclima.net
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