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 Influenza suina: 149 morti in Messico, primi casi Europa

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rosaria
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MessaggioTitolo: Influenza suina: 149 morti in Messico, primi casi Europa   Lun 27 Apr 2009, 19:56

governi in tutto il mondo si stanno attivando per contenere la diffusione di una possibile pandemia influenzale, mentre il virus che ha ucciso quasi 150 persone in Messico si è diffuso a Stati Uniti e Canada raggiungendo anche l'Europa. Nel pomeriggio il ministro della Salute messicano, José Angel Cordova, ha annunciato che le vittime provocate dal virus nel Paese sarebbero 149, e che le scuole resteranno chiuse fino al 6 maggio per prevenire l'ulteriore diffondersi del virus.

La maggior parte delle vittime avevano tra i 20 e i 50 anni, ha detto ancora il ministro, aggiungendo che le morti si sono verificate in dieci stati.

Da parte sua l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) alzerà il livello di allerta pandemia a 4 da 3 - su una scala di sei - a indicare che l'infezione può trasmettersi da uomo a uomo e provocare epidemie a livello di comunità, secondo quanto riferito da una fonte vicina al vertice convocato per decidere sulla questione.

Anche se finora le morti sono limitate al Messico - dove secondo l'Oms ci sono altri 26 casi confermati - il fatto che il virus si diffonda da uomo a uomo fa temere in tutto il mondo una pandemia, che peraltro per gli scienziati era attesa da tempo.

Temendo un altro colpo alla già fragile economia mondiale, i mercati hanno reagito nervosamente alla diffusione dell'influenza suina, che ha spinto l'Oms ad attivare la sua unità di crisi.

Il governo Usa ha dichiarato l'emergenza sanitaria pubblica, e il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha invitato alla "cautela" coloro che intendono recarsi in Messico, per altro colpito oggi da un terremoto di magnitudo 6.0.

Il presidente Barack Obama ha detto che l'influenza costituisce un "motivo di preoccupazione ma non è un motivo di allarme".

EUROPA: PRIMO CASO IN SPAGNA

L'Oms registra 40 casi confermati di H1N1 negli Stati Uniti - dove solo a New York i casi sospetti sono 45, secondo il sindaco Michael Bloomberg -, 6 in Canada e uno in Spagna.

Ma se la Spagna per ora è il primo Paese europeo ufficialmente interessato dall'influenza suina, due persone risultano positive in Scozia, vicino a Glasgow, secondo le autorità sanitarie britanniche.

In Italia finora non vi sono casi confermati, dopo che un primo test su una donna in Veneto, tornata dalla California, ha escluso la presenza del virus.

I paesi hanno intensificato la sorveglianza in aeroporti e porti, utilizzando telecamere termiche e sensori per identificare le persone con la febbre sintomo dell'influenza suina.

In Italia, alle frontiere e in particolare agli aeroporti, vi è un volantinaggio che invita i passeggeri provenienti dal Messico a sottoporsi a controlli in caso di sintomi sospetti.

La Commissione europea ha convocato una riunione urgente dei ministri della Salute.

Intanto il ministro degli Esteri Franco Frattini, a Lussemburgo, ha detto che la presidenza italiana coordinerà i paesi del G8 e le economie emergenti del G5 per affrontare l'emergenza.

La nuova variante influenzale, un mix di virus suini, aviari e umani, rappresenta il più grave rischio di una pandemia su larga scala da quando l'influenza aviaria comparve nel 1997, provocando la morte di diverse centinaia di persone. Nel 1968, la pandemia legata all'influenza "Hong Kong" fece un milione di morti in tutto il mondo.

TIMORI DI UNA PANDEMIA

L'Oms ha dichiarato l'influenza una "emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale", che potrebbe diventare una pandemia, o una epidemia globale di una malattia grave.

Questo potrebbe costare migliaia di miliardi di dollari all'economia mondiale già alle prese con la sua peggiore crisi da decenni.

Un influente virologo che ha collaborato a fronteggiare le ultime due più importanti emergenze sanitarie - la Sars nel 2003 e la febbre aviaria riemersa lo stesso anno -- teme che l'Asia possa dover affrontare ancora una volta gli effetti di una nuova pandemia.

"Stiamo facendo il conto alla rovescia verso una pandemia", ha detto Guan Yi, docente di virologia all'Università di Hong Kong, che ha collaborato a individuare l'epidemia mortale di Sars.

"Penso che la diffusione di questo virus negli esseri umani non possa essere possibilmente contenuta in breve tempo... ci sono già casi in quasi ogni regione. Il quadro cambia a ogni momento".

Resa pubblica venerdì scorso, l'epidemia si è trasformata in un incubo per il Messico, che già deve fare i conti con una violenta guerra tra i cartelli della droga e con la recessione, ed è divenuta rapidamente uno dei più grandi allarmi sanitari globali negli ultimi anni.

A Città del Messico, con i suoi 20 milioni di abitanti, i musei sono stati chiusi e numerosi eventi pubblici, dai concerti a una gara di corsa, annullati. Gli abitanti hanno fatto incetta di bottiglie d'acqua e cibo in scatola.

I nuovi ceppi virali possono diffondersi rapidamente perché nessuno è naturalmente immune e occorrono mesi per sviluppare un vaccino. L'influenza è caratterizzata da febbre, dolori muscolari, gola infiammata e tosse secca. Alcune vittime della nuova febbre suina hanno riportato anche vomito e diarrea.
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-Linda-
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MessaggioTitolo: Re: Influenza suina: 149 morti in Messico, primi casi Europa   Lun 27 Apr 2009, 21:29

cazzo io sono tornata ieri sera e in questi 3 giorni non ho letto giornali ne guardato tv.
Porco cane, ha gli stessi sintomi di una normale influenza!
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MessaggioTitolo: Re: Influenza suina: 149 morti in Messico, primi casi Europa   Lun 27 Apr 2009, 22:28

Non se ne può più!
Prima la mucca pazza, poi l'aviaria, adesso l'inflenza suina che sembra uscita da un libro di Stephen King, che sembra morbo della mucca pazza, sars e aviaria messi insieme.
Questi virus qui secondo me non è che si sviluppano così, da soli. Saranno scappati da qualche laboratorio.
Bravi! Chi bisogna ringraziare???

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MessaggioTitolo: Re: Influenza suina: 149 morti in Messico, primi casi Europa   Lun 27 Apr 2009, 22:58

New York ora teme l'isolamento
e un mal di testa scatena la psicosi
di VITTORIO ZUCCONI(repubblica.it)

New York ora teme l'isolamento e un mal di testa scatena la psicosi

Volo deserto da San Francisco per il Messico
WASHINGTON - Vi scrivo dalla terra degli untori, da quell'America che dopo avere diffuso, il "virus finanziario" come disse il presidente del consiglio italiano, oggi è guardata come l'incubatrice del "virus del maiale". Sugli Stati Uniti il resto del mondo ha issato la "bandiera gialla" di una semi quarantena globale. Non venite qui tra noi infetti, non mangiate i nostri maiali, sorvegliate i turisti che arrivano a voi da qui. L'influenza suina è divenuta il "virus nordamericano", nonostante il presidente Obama si affanni a dire che "non ci sono veri motivi di allarme" e il numero dei casi, fra accertati e probabili, sia per ora meno di 50, su una popolazione di 310 milioni.

L'influenza mutante ha qualcosa di mostruosamente inquietante, nonostante la "solita" influenza stagionale uccida 36 mila americani ogni anno, secondo le cifre ufficiali del Centro per il Controllo delle Malattie, nella generale indifferenza. Ma la pandemia del panico, cominciata nel Messico, ha infettato tutta l'America del Nord, quando il ministro per la Sicurezza Nazionale, Janet Napolitano, ha proclamato lo stato d'emergenza per mettere in moto le procedure di controllo e liberare i fondi governativi destinati alla risposta nazionale contro minacce biologiche naturali o terroristiche. E gli Stati Uniti sono divenuti il centro dell'ansia e dell'attenzione.

I casi accertati del morbo che i liceali dell'Istituto San Francesco di Queens hanno contratto in Messico e dal quale sono guariti in pochi giorni, aumenteranno, perché i 350 laboratori federali ora li cercano dietro ogni febbre e tosse. E dunque li trovano. Sono sotto il microscopio le scuole, soprattutto i licei di frontiera col Messico, in Texas, dove tre nuovi casi sono stati segnalati a San Antonio, perché questa infezione sembra colpire non i soliti "vecchi, bambini e malati", ma i giovani, come fece, 90 anni or sono, la madre orribile di tutte le pandemie influenza, la Spagnola.

Starnutisce Wall Street, che aveva appena cominciato la convalescenza dalla terribile influenza finanziaria dell'estate scorsa, e barcolla tra la voglia di accasciarsi e la ricerca di quei titoli di farmaceutiche e industrie della sanità privata che rastrelleranno profitti dai milioni - già 40 milioni di flaconi messi in commercio dalle scorte strategiche nazionali - di confezioni di medicinali antivirali e di antibiotici per trattare le complicanze batteriche, perché non c'è dramma dal quale non si possa guadagnare qualche dollaro (la paura di una pandemia fa decollare le azioni di Big Pharma). S'indignano le voci pubbliche, scoprendo che la Unione Europea invita a non volare negli Usa, come se questo fosse divenuto il lebbrosario del mondo.
Gli allevatori di maiali del Kansas e dell'Iowa scoprono che i loro porcelli sono stati messi al bando dal governo cinese, da quello russo, da Abu Dhabi e da Dubai, nonostante non esista alcun pericolo nel consumi di carni di suini cotte o insaccate.

Il segretario di Stato Clinton ci ammonisce a non fare viaggi oltre frontiera, proprio mentre altre nazioni ammoniscono i loro cittadini a non venire in America, ma nei principali aeroporti internazionali sono stati installati sensori a infrarossi per provare a distanza la temperature dei passeggeri. E a tutti i viaggiatori in ingresso saranno distribuite schede, gialle naturalmente, con numeri di telefono ai quali rivolgersi in caso di sospetta infezione.
"Quello che abbiamo fatto finora - diceva ieri mattina Obama che ora deve affrontare anche l'aggressione del maiale infettivo per la scadenza dei suoi 100 giorni - è creare le condizioni per rispondere a ogni emergenza". "La buona notizia è che finora non ci sono altri focolai di infezioni a New York oltre quelli del Liceo San Francesco - annuncia in diretta tv il sindaco Bloomberg - 45 giorni dopo l'identificazione dei primi casi. La cattiva notizia è che non sappiamo se ne troveremo altri".

La bandiera gialla sventola sulla Statua della Libertà. Tra la sempre presente psicosi dell'attacco bioterroristico e la preoccupazione politica di farsi trovare impreparati come Bush a New Orleans, le autorità americane inconsapevolmente alimentano il panico mentre cercano di controllarlo. Il direttore del Cdc di Atlanta ha cercato di invertire gli ingranaggi della psicosi. Ha spiegato che la trasmissione dei casi è ancora minima, che non ci sono segnali di accelerazione dell'epidemia e che tutti i pazienti accertati sono colpiti da forme benigne. Ma le contee, le città dalle quali in America dipendono le scuole, cominciano a chiudere edifici, ad annullare funzioni pubbliche, perché la minaccia di future querele e di colossali cause per danni, sempre presenti negli Stati Uniti, ispira l'eccesso di cautela.

Ci saranno altri casi, qui nel nostro lazzaretto nordamericano, perché l'indagine ora scoverà il virus. L'aumento produrrà le inevitabili mascherine chirurgiche bianche o blu, anche se al Centro per il Controllo delle Malattie spiegano che la loro efficacia preventiva è dubbia, e le precauzioni migliori restano l'acqua e il sapone ed evitare "il bacetto di saluto". In qualche zone di confine come la California le mascherine sono già comparse e la sindrome dell'untore si allarga. C'è qualcosa di irresistibilmente terrorizzante in questa influenza venuta dai porcili, quasi la vendetta sempre attesa degli animali contro chi li alleva per macellarli. In fondo, segretamente, ideologicamente, non dispiace al resto del mondo l'idea che proprio l'America che per otto anni ha preteso di esportare la democrazia, ora sia accusata di poter esportare l'influenza del maiale. E il liberatore sia divenuto l'untore.

meditate gente, meditate... bounce

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MessaggioTitolo: Re: Influenza suina: 149 morti in Messico, primi casi Europa   Gio 30 Apr 2009, 01:58

Libecciata ha scritto:
C'è qualcosa di irresistibilmente terrorizzante in questa influenza venuta dai porcili, quasi la vendetta sempre attesa degli animali contro chi li alleva per macellarli. In fondo, segretamente, ideologicamente, non dispiace al resto del mondo l'idea che proprio l'America che per otto anni ha preteso di esportare la democrazia, ora sia accusata di poter esportare l'influenza del maiale. E il liberatore sia divenuto l'untore.

la repubblica non si risparmia mai queste frasine inutili, comunque.

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