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 Per non dimenticare: oggi 27 gennaio.

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eva
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Vergine Numero di messaggi : 17639
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MessaggioOggetto: Per non dimenticare: oggi 27 gennaio.   Sab 26 Gen 2008, 19:56

Quando il 27 gennaio 1945 l’armata del Primo Fronte Ucraino entrò a Auschwitz furono trovati 7 mila prigionieri stremati dal freddo, dalla fame e dalle malattie e 8 tonnellate di capelli umani imballati. Da allora, il 27 gennaio, è la giornata del ricordo delle vittime del nazifascismo. L’atrocità dei campi di sterminio –una cinquantina in totale– costò la vita a migliaia e migliaia di persone per motivi politici e razziali: antifascisti e oppositori alla dittatura di Hitler, ebrei, zingari, omosessuali, testimoni di Geova, criminali comuni, prostitute. Un tentativo dell’umanità, parafrasando le parole di Primo Levi, di uccidere sé stessa, una pagina della storia da continuare a ricordare, per tramandare alle nuove generazioni il messaggio fondamentale del rispetto verso gli altri uomini, della tolleranza, del ripudio per ciò che è stato. Parole affatto scontate, visto che solo ieri, alcuni ignoti, sui muri del museo di via Tasso, hanno scritto frasi inneggiati al nazifascismo. Allora, bisogna continuare a ricordare.

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non ci sono altre parole, se non pensare e soprattutto non dimenticare. Mai.


Per saperne di piu' sulla Shoah.


L'espressione Shoah si riferisce al periodo che intercorre fra il 30 Gennaio 1933, quando Hitler divenne Cancelliere della Germania, e l'8 Maggio 1945, la fine della guerra in Europa: in questo periodo furono milioni le persone soppresse dalla follia razziale nei confronti non solo degli ebrei . Pur essendo impossibile accertare l'esatto numero di vittime ebree, le statistiche indicano che il totale fu di oltre 5.860.000 persone. La maggior parte delle autorità generalmente accettano la cifra approssimativa di sei milioni a cui si devono sommare 5 milioni circa di civili non ebrei uccisi. In tutto quindi, ma la cifra precisa ha ben poca importanza, oltre 10 milioni di persone furono uccise dall'odio nazionalsocialista.

Tra i gruppi assassinati e perseguitati dai nazisti e dai loro collaboratori, vi erano: zingari, serbi, membri dell'intellighentia polacca, oppositori della resistenza di tutte le nazionalità, tedeschi oppositori del nazismo, omosessuali, testimoni di Geova, delinquenti abituali, o persone definite "anti sociali", come, ad esempio, mendicanti, vagabondi e venditori ambulanti. La maggior parte delle persone soppresse passarono per i campi di sterminio, che erano campi di concentramento con attrezzature speciali progettate per uccidere in forma sistematica. Storicamente il partito nazista prese la decisone di dare avvio alla cosiddetta "Soluzione Finale" (Endl sung), in realtà molti ebrei erano già morti a causa delle misure discriminatorie adottate contro di loro durante i primi anni del Terzo Reich, ma lo sterminio sistematico e scientifico degli ebrei non ebbe inizio fino all'invasione, da parte della Germania, dell'Unione Sovietica nel Giugno 1941. Per i nazisti ebreo era: chiunque, con tre o due nonni ebrei, appartenesse alla Comunità Ebraica al 15 Settembre 1935, o vi si fosse iscritto successivamente; chiunque fosse sposato con un ebreo o un'ebrea al 15 settembre 1935 o successivamente a questa data; chiunque discendesse da un matrimonio o da una relazione extraconiugale con un ebreo al o dopo il 15 settembre 1935. Vi erano poi coloro che non venivano classificati come ebrei, ma che avevano una parte di sangue ebreo e venivano classificati come Mischlinge (ibridi). I Mischlinge venivano ufficialmente esclusi dal Partito Nazista e da tutte le organizzazioni del Partito (per esempio SA, SS, etc.). Benché venissero arruolati nell'esercito tedesco, non potevano conseguire il grado di ufficiali. Era inoltre proibito loro di far parte dell'Amministrazione Pubblica e svolgere determinate professioni (alcuni Mischlinge erano, in ogni caso, esonerati in determinate circostanze). Gli ufficiali nazisti presero in considerazione la possibilità di sterilizzare i Mischlinge, ma ciò non fu sempre attuato. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Mischlinge di primo grado rinchiusi nei campi di concentramento, furono tradotti nei campi di sterminio. Ma il Terzo Reich considerava nemici non solo gli ebrei, ma anche, zingari, oppositori politici, oppositori del nazismo, Testimoni di Geova, criminali abituali, e "anti-sociali" In sostanza ogni individuo che poteva essere considerato una minaccia per il nazismo correva il rischio di essere perseguitato, ma gli ebrei erano l'unico gruppo destinato ad un totale e sistematico annientamento. Per sottrarsi alla sentenza di morte imposta dai Nazisti, gli ebrei potevano solamente abbandonare l'Europa occupata dai tedeschi. Secondo il piano Nazista, ogni singolo ebreo doveva essere ucciso. Nel caso di altri "criminali" o nemici del Terzo Reich, le loro famiglie non venivano coinvolte. Di conseguenza, se una persona veniva eliminata o inviata in un campo di concentramento, non necessariamente tutti i membri della sua famiglia subivano la stessa sorte. Gli ebrei, al contrario, venivano perseguitati in virtù della loro origine familiare indelebile. La spiegazione dell'odio implacabile dei nazisti contro gli ebrei nasceva dalla loro distorta visione del mondo che considerava la storia come una lotta razziale. Essi consideravano gli ebrei una razza che aveva lo scopo di dominare il mondo e, quindi, rappresentava un ostacolo per il dominio ariano. Secondo la loro opinione, la storia consisteva, quindi in uno scontro che sarebbe culminato con il trionfo della razza ariana, quella superiore: di conseguenza, essi consideravano un loro preciso obbligo morale eliminare gli ebrei, dai quali si sentivano minacciati. Inoltre, ai loro occhi, l'origine razziale degli ebrei li identificava come i delinquenti abituali, irrimediabilmente corrotti e considerati inferiori, la cui riabilitazione era ritenuta impossibile. Non ci sono dubbi che ci furono altri fattori che contribuirono all'odio nazista contro gli ebrei e alla creazione di un'immagine distorta del popolo ebraico. Uno di questi fattori era la centenaria tradizione dell'antisemitismo cristiano, che propagandava uno stereotipo negativo degli ebrei ritenuti gli "assassini di Cristo", inviati del diavolo e praticanti di arti magiche. Altri fattori furono l'antisemitismo politico e razziale della seconda metà del XIX secolo e la prima parte del XX secolo, che considerava gli ebrei come una minaccia per la stabilità sociale ed economica. La combinazione di questi fattori scatenò la persecuzione, certamente nota a tutti i tedeschi e lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti che fu in qualche modo celato dagli stessi esecutori.
Il termine Shoah è voluto dagli ebrei, i quali, attualmente, rifiutano l'altra parola stilizzata, Olocausto, in quanto questo indica un sacrificio propiziatorio, il che è sicuramente ingannevole.

L'espressione Shoah si riferisce al periodo che intercorre fra il 30 Gennaio 1933, quando Hitler divenne Cancelliere della Germania, e l'8 Maggio 1945, la fine della guerra in Europa: in questo periodo furono milioni le persone soppresse dalla follia razziale nei confronti non solo degli ebrei . Pur essendo impossibile accertare l'esatto numero di vittime ebree, le statistiche indicano che il totale fu di oltre 5.860.000 persone. La maggior parte delle autorità generalmente accettano la cifra approssimativa di sei milioni a cui si devono sommare 5 milioni circa di civili non ebrei uccisi. In tutto quindi, ma la cifra precisa ha ben poca importanza, oltre 10 milioni di persone furono uccise dall'odio nazionalsocialista.

Tra i gruppi assassinati e perseguitati dai nazisti e dai loro collaboratori, vi erano: zingari, serbi, membri dell'intellighentia polacca, oppositori della resistenza di tutte le nazionalità, tedeschi oppositori del nazismo, omosessuali, testimoni di Geova, delinquenti abituali, o persone definite "anti sociali", come, ad esempio, mendicanti, vagabondi e venditori ambulanti. La maggior parte delle persone soppresse passarono per i campi di sterminio, che erano campi di concentramento con attrezzature speciali progettate per uccidere in forma sistematica. Storicamente il partito nazista prese la decisone di dare avvio alla cosiddetta "Soluzione Finale" (Endl sung), in realtà molti ebrei erano già morti a causa delle misure discriminatorie adottate contro di loro durante i primi anni del Terzo Reich, ma lo sterminio sistematico e scientifico degli ebrei non ebbe inizio fino all'invasione, da parte della Germania, dell'Unione Sovietica nel Giugno 1941. Per i nazisti ebreo era: chiunque, con tre o due nonni ebrei, appartenesse alla Comunità Ebraica al 15 Settembre 1935, o vi si fosse iscritto successivamente; chiunque fosse sposato con un ebreo o un'ebrea al 15 settembre 1935 o successivamente a questa data; chiunque discendesse da un matrimonio o da una relazione extraconiugale con un ebreo al o dopo il 15 settembre 1935. Vi erano poi coloro che non venivano classificati come ebrei, ma che avevano una parte di sangue ebreo e venivano classificati come Mischlinge (ibridi). I Mischlinge venivano ufficialmente esclusi dal Partito Nazista e da tutte le organizzazioni del Partito (per esempio SA, SS, etc.). Benché venissero arruolati nell'esercito tedesco, non potevano conseguire il grado di ufficiali. Era inoltre proibito loro di far parte dell'Amministrazione Pubblica e svolgere determinate professioni (alcuni Mischlinge erano, in ogni caso, esonerati in determinate circostanze). Gli ufficiali nazisti presero in considerazione la possibilità di sterilizzare i Mischlinge, ma ciò non fu sempre attuato. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Mischlinge di primo grado rinchiusi nei campi di concentramento, furono tradotti nei campi di sterminio. Ma il Terzo Reich considerava nemici non solo gli ebrei, ma anche, zingari, oppositori politici, oppositori del nazismo, Testimoni di Geova, criminali abituali, e "anti-sociali" In sostanza ogni individuo che poteva essere considerato una minaccia per il nazismo correva il rischio di essere perseguitato, ma gli ebrei erano l'unico gruppo destinato ad un totale e sistematico annientamento. Per sottrarsi alla sentenza di morte imposta dai Nazisti, gli ebrei potevano solamente abbandonare l'Europa occupata dai tedeschi. Secondo il piano Nazista, ogni singolo ebreo doveva essere ucciso. Nel caso di altri "criminali" o nemici del Terzo Reich, le loro famiglie non venivano coinvolte. Di conseguenza, se una persona veniva eliminata o inviata in un campo di concentramento, non necessariamente tutti i membri della sua famiglia subivano la stessa sorte. Gli ebrei, al contrario, venivano perseguitati in virtù della loro origine familiare indelebile. La spiegazione dell'odio implacabile dei nazisti contro gli ebrei nasceva dalla loro distorta visione del mondo che considerava la storia come una lotta razziale. Essi consideravano gli ebrei una razza che aveva lo scopo di dominare il mondo e, quindi, rappresentava un ostacolo per il dominio ariano. Secondo la loro opinione, la storia consisteva, quindi in uno scontro che sarebbe culminato con il trionfo della razza ariana, quella superiore: di conseguenza, essi consideravano un loro preciso obbligo morale eliminare gli ebrei, dai quali si sentivano minacciati. Inoltre, ai loro occhi, l'origine razziale degli ebrei li identificava come i delinquenti abituali, irrimediabilmente corrotti e considerati inferiori, la cui riabilitazione era ritenuta impossibile. Non ci sono dubbi che ci furono altri fattori che contribuirono all'odio nazista contro gli ebrei e alla creazione di un'immagine distorta del popolo ebraico. Uno di questi fattori era la centenaria tradizione dell'antisemitismo cristiano, che propagandava uno stereotipo negativo degli ebrei ritenuti gli "assassini di Cristo", inviati del diavolo e praticanti di arti magiche. Altri fattori furono l'antisemitismo politico e razziale della seconda metà del XIX secolo e la prima parte del XX secolo, che considerava gli ebrei come una minaccia per la stabilità sociale ed economica. La combinazione di questi fattori scatenò la persecuzione, certamente nota a tutti i tedeschi e lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti che fu in qualche modo celato dagli stessi esecutori.

A tal riguardo è utile riportare la giornata tipo di un detenuto del campo di Mauthausen.

In estate, la sveglia avveniva da Lunedì a Sabato, alle 4.45. Alle 5.15 si effettuava l’appello. Le ore lavorative: dalle 6 alle 12 e dalle 13 alle 19. fra le 12 e le 13 vi era la pausa meridiana che comprendeva la marcia per raggiungere il campo dal posto di lavoro, quella del ritorno e l’appello per certe squadre che lavoravano nella zona del campo. Dopo le 19 vi era un altro appello e il rancio. Alla domenica lavoravano soltanto alcune squadre addette all’industria bellica ed i prigionieri che erano in punizione. In inverno la sveglia avveniva alle 5.15; l’inizio e la cessazione del lavoro nella cava di pietra dipendeva dalla durata della luce del giorno. Nell’industria bellica il puro lavoro era di 11 ore giornaliere.





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MessaggioOggetto: Re: Per non dimenticare: oggi 27 gennaio.   Sab 26 Gen 2008, 22:42

Eva ti dispiace se riporto questo testo sul mio blog?
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MessaggioOggetto: Re: Per non dimenticare: oggi 27 gennaio.   Sab 26 Gen 2008, 22:49

Elrond ha scritto:
Eva ti dispiace se riporto questo testo sul mio blog?

assolutamente no, mi fa piacere. Mi faresti contenta se citi pure il nostro forum Smile
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MessaggioOggetto: Re: Per non dimenticare: oggi 27 gennaio.   Dom 27 Gen 2008, 00:18

certamente
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MessaggioOggetto: Re: Per non dimenticare: oggi 27 gennaio.   Dom 27 Gen 2008, 02:56

io ho visto il campo di concentramento di Mauthausen.. da brivido.. è lo stesso davanti al quale mia nonna passava in bicicletta durante la guerra.. mi raccontò che una volta si spaventò così tanto per le grida che sentiva che perse il controllo della bici e per poco non finì nel fiume..

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MessaggioOggetto: Re: Per non dimenticare: oggi 27 gennaio.   Dom 27 Gen 2008, 05:49

Girasole ha scritto:
io ho visto il campo di concentramento di Mauthausen.. da brivido.. è lo stesso davanti al quale mia nonna passava in bicicletta durante la guerra.. mi raccontò che una volta si spaventò così tanto per le grida che sentiva che perse il controllo della bici e per poco non finì nel fiume..

mamma mia gira, una cosa davvero terribile... io nemmeno so com'e' un campo di concentramento.

A volte mi faccio raccontare da mia zia ultraottantenne cosa significo' vivere in quel periodo. Dobbiamo saperlo, la nostra storia e' stata fatta da loro, dalla gente che nn sapeva se l'indomani sarebbe ancora vissuta. Noi diamo invece sempre tutto per scontato.
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MessaggioOggetto: Re: Per non dimenticare: oggi 27 gennaio.   Dom 27 Gen 2008, 09:13

Al campo di concentramento di Mauthausen c'è anche la famigerata "Scalinata della morte". I prigionieri dovevano salirla portando con se dei grossi massi di cemento e se cadevano, stremati com'erano, o morivano o dovevano cominciare da capo.

Sai eva? Mia nonna era sposata con un soldato tedesco. In casa teneva un pugnale di mio nonno e ogni volta che c'era una perquisizione pregava perchè non lo trovassero.
Qualche settimana fa mia mamma mi ha fatto vedere le medaglie di mio nonno, con sopra la svastica e la scritta delle battaglie. A tenerle in mano mi tremavano le mani.

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MessaggioOggetto: Re: Per non dimenticare: oggi 27 gennaio.   Dom 27 Gen 2008, 10:43

mio nonno fu catturato e portato a Mauthausen. Non essendo ebreo non fu messo ai lavori forzati, o portato alle camere a gas. Si limitarono a trattarlo da "nemico". Lo misero a digiuno (come se già non lo fosse dopo anni di guerra) e siccome era un bravo elettricista, si srvirono di lui per la manutenzione di alcune "centraline" (non ho idea di cosa fossero di preciso). Quando il campo veniva bombardato, lui e gli altri prigionieri venivano CHIUSI FUORI, alla stregua delle bombe, mentre i soldati si rifugiavano in bunker sotterranei.
Mia nonna racconta spesso che, a distanza di anni, mio nonno si svegliava di soprassalto la notte se c'era il temporale, e si metteva ad urlare dalla paura. Ci volevano alcuni minuti per calmarlo. Lui fu uno dei fortunati. La liberazione avvenne dopo circa un mese dalla sua cattura. In guerra perse più di 25 kg. Sua madre non lo riconobbe al ritorno.
Ma i segni più profondi gli rimasero dentro. E 'morto prima di potermi raccontare tutto questo. Ma ne aveva parlato con mio padre e mia nonna, quindi io qualcosa, nel mio picolo, so.

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MessaggioOggetto: Re: Per non dimenticare: oggi 27 gennaio.   Dom 27 Gen 2008, 12:19

Mio nonno invece è stato prigioniero per due anni a Lero, faceva parte di quei soldati mandati in Grecia di cui il Governo si dimenticò per diverso tempo...
Di quel periodo lui non volle mai parlarne a nessuno. Venne a mancare quando mia madre era solo una ragazza, portandosi con sè i suoi segreti...

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"Una mamma, prima, per nove mesi è una donna che dentro di sé ha due cuori. Una mamma, poi, per tutta la vita è una donna che osserva l'altro suo cuore vivere e crescere nel corpo di suo figlio..."
Da una citazione di Elrond
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MessaggioOggetto: Re: Per non dimenticare: oggi 27 gennaio.   Oggi a 08:19

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